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Elezioni Europee: tutte le candidate più votate. Sbancano le capolista del Pd

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Chi pensava fosse solo un’operazione di marketing è stato costretto a ricredersi. La scelta di Matteo Renzi di mettere alla testa delle liste cinque donne ha pagato, visti i numeri che hanno portato in dote al partito. Ai capilista non andavano i voti di quanti votavano solo per il partito, quindi si tratta di tutte preferenze “esplicite”. D’altra parte Renzi non poteva ignorare il doppio effetto della propria scelta: innanzitutto, certo, comunicare rinnovamento e cambiamento non assecondando privilegi passati. In secondo luogo avere cinque capolista motivate, che non avrebbero perso l’opportunità di dimostrare quanto si meritassero “occasione” data loro. E così è stato.

Nella classifica delle candidate più votate svettano le cinque pidiessine:

 

·        Simona Bonafé (Pd – Centro): 279.573 voti

·        Alessandra Moretti (Pd – Nord Est): 230.624 voti

·        Pina Picierno (Pd – Sud): 216.796 voti

·        Alessia Mosca (Pd – Nord Ovest): 181.809 voti

·        Elena Gentile (Pd – Sud): 144.514 voti

·        Caterina Chinnici (Pd – Isole): 134.391 voti

·      Giorgia Meloni (Fdi): 102.819 voti al Sud (42.726 nel Nord Est, 62.419 nel Nord Ovest e 39.063 nelle Isole)

·        Mercedes Bresso (Pd – Nord Ovest): 100.617 voti

·        Celile Kyenge (Pd – Nord Est): 92.846 voti

·        Michela Giuffrida (Pd – Isole): 91.893

·        Patrizia Toia (Pd – Nord Ovest): 87.186 voti

·        Lara Comi (Fi – Nord Ovest): 83.843 voti

·        Isabella De Monte (Pd – Nord Est): 74.221 voti

·        Michela Stancheris (Pd – Isole): 71.641 voti

·   Elisabetta Gardini (capolista Fi – Nord Est): 67.818 voti

·        Barbara Spinelli (Tsipras): 37.009 voti

·        Anna Petrone (Pd – Sud): 34.000 voti

·        Tiziana Beghin (M5s – Nord Ovest): 22.339 voti

·        Eleonora Evi (M5s – Nord Ovest): 17.919 voti

 

Un’ultima osservazione: un’elezione europea in cui a vincere non sono i volti della tv, i giornalisti o gli ex calciatori. E questo dovrebbe essere già un passo verso la meritocrazia anche in politica. Ora si comincia a lavorare, primo appuntamento il semestre italiano alla presidenza dell’Unione Europea. Un’occasione da non perdere.