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Lavori in corso

Monicablob

 

Il blog ha aperto i battenti il 17 giugno 2008 e a sei mesi di distanza forse è doveroso un bilancio (o forse è solo il clima di fine anno-inizio anno che ce lo fa credere). Avevo proposto un blog dedicato agli italiani all’estero e agli stranieri in Italia. Avevo creduto potesse essere interessante perché le amicizie e le frequentazioni che ho ereditato dalla mia esperienza a Londra (sparse ora per il mondo), gli italiani all’estero e gli stranieri in Italia che incontro per lavoro e gli amici di amici che hanno deciso di andare o venire mi sembrava avessero episodi ed esperienze interessanti da raccontare, argomenti da discutere, idee da proporre.

Si trova tutto questo nel blog? Poco, a sprazzi e a fatica.

In realtà capita spesso che le persone che frequentano il blog piuttosto di commentare i post pubblicamente, mi scrivono in privato (sia coloro che conosco sia persone mai viste e sentite prima) e succede anche quando vogliono fare commenti a interventi altrui. Che sia un problema di timidezza? Certo non può essere un’avversione al mezzo, considerato il proliferare dei blog. Mi sono anche chiesta se fossero gli argomenti ad essere un po’ fiacchi.

Chissà se stavolta qualche suggerimento (pubblico) arriverà!

 

p.s. ringrazio Renato per la gif animata che mi ha regalato per il blog!

  • Eva Maria Christine Allendorf |

    Buongiorno,
    sono una straniera in Italia, poco straniera ad onor del vero, poiché sono quasi 40 anni che vivo a Roma su complessivi 48 miei, seppur con qualche piccola distrazione abitativa all’estero. Sono tedesca e non ho mai voluto cambiare nazionalità, soprattutto per un’impuntatura ideologica, in quanto mi piacerebbe cambiare verso una nazionalità europea, piuttosto che verso una diversa nazionalità dall’aspetto comunque un poco solipsistica.
    Scrivo, perché mi trovo nella spiacevole situazione di vergognarmi nuovamente e gravemente del fatto di essere tedesca. Ne io, ne i miei genitori, all’epoca ragazzini, sono intervenuti nelle folli nazionalsocialiste della Germania e quando parlo di vergnogna lo faccio senza falso masochismo, credo. La vergogna che sento arriva da un senso di appartenenza indiscutibile ed imprescendibile a un paese che nella sua storia ha vissuto e agito con una crudeltà mentale senza pari. E nessun perdono esteriore, nessuna parola graziosa e neanche la distanza verso un passato sempre più lontano possono esimermi dal fatto di sentirmi naturalmente coinvolta.
    Ancorché tutti gli esseri umani abbiano gli stessi diritti (e sappiamo bene che poi così non è) io sono comunque nata in Germania e nei miei compartamenti si rifletterà per sempre la storia tutta di un occidente inquieto. Perciò farò sempre fatica a “meditare” nel senso buddista e di contro mi verrà facile “riflettere” nel senso europeo. Credo quindi che non potrò mai chiamarmi fuori da una sorta di eredità archetipica proveniente dal luogo nativo della mia persona.
    Quando leggo di un Papa, tedesco, che “condona” offese sì gravi come il negazionismo a delle persone, che poi si bestemmiano essere di chiesa, mi si gela il sangue e mi chiedo con sgomento quando finirà l’attitudine dell’essere umano di tendere verso la stupidità, la brutalità e l’ignoranza.
    Ma davvero è così facile divenire mostri ancora oggi e in Europa? Spesso mi rallegro del fatto di essere nata negli anni 60, poiché non ho mai dovuto scegliere tra le mie convinzioni e la mia nuda vita. Ho potuto contestare quanto mi è parso e piaciuto, magari ho offeso un professore, piuttosto che i miei genitori, ma non ho mai dovuto affrontare un dilemma galileiano. “Eppur si muove” questo mondo ed è vero, ma gira sui se stesso, perché sembra così evidente che i regimi continuino ad esistere, magari solo com modalità diverse e meno evidenti.
    Stiamo vivendo in una forma di regime sofisticato, senza stivali lucidi e saluti romani, ma che abbatte la libertà del singolo tanto quanto prima. Allora si bruciavano libri, oggi il regime da colpi di censure televisive (per esempio Luttazzi), diffonde notizie false e tendenziose senza mai un “errata corrige” (vedi Travaglio), elimina a colpi di infamazioni (Di Pietro).
    Regime sofisticato, perché oggi, al contrario di ieri, in Europa posso cullarmi nell’idea di poter comunque accedere ai blog, posso illudermi di una libertà fittizia, semplciemente perché nell’internet sono in grado di reperire quel che io credo essere informazione imparziale.
    Ma di fronte a un Papa tedesco che abbraccia uomini sostenitori della tesi che di morti ebrei vi sono stati solo “pochi migliaia” io chiedo: davvero le nostre orecchie e le nostre anime sono obbligate ad ascoltare ancora sifatte parole?
    E poi: voi, signori cattolici, cardinali, papi e quant’altro, non dovreste essere i primi a piangerne anche uno solo di ebreo morto, sopratutto se costui è morto solo in virtù del fatto di essere ebreo? Ma nessuno di voi si ricorda che Gesù era ebreo?
    Una tedesca indignata, di religione protestante.

  • Icaro |

    Leggo il tuo blog con molto interesse, e mi sono dispiaciuto del fatto che ultimamente venga poco aggiornato. I temi che tratti forse non hanno la forza e la totale dedizione ad una causa come quello del Dott. Galullo (che ammiro e stimo moltissimo), ma proprio per questo dovrebbe essere un momento di “svago” mentale, a chi Italiano come me, si sente un po’ straniero in Italia. Quindi grazie Monica se ci lasci sognare a come sarebbe stata la mia, nostra, vita se avessimo deciso di mollare tutto e tentare la strada da italiani all’estero. Non posso credere che il nostro unico motivo d’orgoglio sia un tricolore sull’ala di un aeroplano per cui tutti all’estero ci prendono in giro, per non parlare di mafia, pizza e mandolino. Grazie Monica per raccontarci di uomini e donne in giro nel mondo che raccontano come si vive l’Italia nel mondo.

  • Livia |

    A me il blog piace e lo visito regolarmente. Sono d’accordo con Riccardo: mi piacerebbe leggere più storie, anche piccole e più leggere. Un’altra cosa che mi piacerebbe leggere è come vengono gestite alcune questioni di vita quotidiana all’estero, raccontato da chi ci vive (e magari conosce la realtà italiana): avevi fatto qualcosa riguardo la gestione dei figli per la donna che lavora, ma altri argomenti potrebbero essere l’affacciarsi dei giovani al mondo del lavoro o l’andarsene di casa quando si è adulti (argomento detto anche “bamboccioni”), il rapporto con le banche, la raccolta dei rifiuti…chessò. Non so se potrebbero essere tipi di argomenti pertinenti nel tuo blog.

  • laserta |

    Anche il sottoscritto si trova nella medesima condizione: un blog curato in ogni parola che non suscita mai interventi.. insomma, sembra di avere i 27 lettori di manzoniana memoria.
    però, è vero quello che scrive riccardo: per i blog ci vogliono aggiornamenti continui e tanta, tanta dedizione. non credo sia un mezzo fallito, anzi, secondo me è una delle vie più emozionanti per entrare in contatto con mondi estranei.
    al prossimo post, allora!

  • Monica |

    Va bene, faccio un mea culpa perchè ultimamente ho un po’ latitato. Le vacanze di Natale, il rientro al lavoro, le nevicate … mi impegnerò ad aggiornare il blog più spesso, ma tenetemi compagnia.
    Comunque qualche storia nuova è già in preparazione!

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