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Chi uscirà dal cda di Mps per far posto ai nuovi soci del patto?

Nuova partita per il board di Banca Monte Paschi di Siena. I nuovi azionisti, Btg Pactual e Fintech Advisory, con i quali la Fondazione Mps controlla un pacchetto del 9%, hanno diritto a due posti nel cosiglio, come da accordi. Due posti che pensavano si liberassero entro agosto, ma così non è stato. Ora l’appuntamento potrebbe essere la riunione del cda a inizio settembre. Fra i quattro possibili nominati all’uscita ci sono Marco Turchi, Paola Demartini, Angelo Dringoli e Marina Rubini (come spiegato nell’articolo di oggi su Il Sole 24 Ore a pagina 17). Sembra ci si aspetti un passo indietro volontario. Ma perché un consigliere dovrebbe lasciare il board a meno di non avere fondati motivi che non gli permettano di svolgere al meglio il proprio compito. Per senso di responsabilità, si dice.

Il cda di Mps su 12 membri ha tre rappresentanti femminili al momento. Due delle quali, appunto, possibili candidate all’uscita. Non è che poi alla fine saranno proprio loro a dimostrare senso di responsabilità e a lasciare posto ad altri rappresentanti degli investitori esteri? O magari per una volta saranno gli uomini a fare un passo indietro?

Resta il fatto che Mps è quotata e come tale ricade sotto la legge Golfo-Mosca che richiede almeno un quinto dei membri del genere meno rappresentato. Se escono due donne, dovrebbero quindi entrare due donne. Anche se a dire il vero non è né il numero né il genere a fare la qualità di un consigliere. E più che senso di responsabilità, bisognerebbe usare un senso di merito!

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