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Se i bambini giocano a basket e le bambine passano l’aspirapolvere!

PediatriaSono subdoli, infami e anche un po’ striscianti. Altrimenti gli stereotipi e i pregiudizi che stereotipi e pregiudizi sarebbero? Così capita che tuo figlio si metta a leggere un manifesto nello studio del pediatra e che all’apparenza sembri tutto normale. Poi ti avvicini, guardi i disegni e ti chiedi: ma perché i lavori domestici sono rappresentati da una bambina che passa l’aspirapolvere, mentre gli sport sono due bambini che giocano rispettivamente a calcio e basket? Così come, nella rappresentazione delle attività all’aperto, la bimba gioca con l’hula hoop e il bimbo parte zaino in spalla (la prima rimane nei dintorni di casa il secondo rappresenta l’indipendenza). Naturalmente quello che va in bici è un bambino, come quello che gioca con le costruzioni. Per carità le generalizzazioni possono capitare, ma se il manifesto è il suggerimento della suddivisione del tempo dei bambini consigliato dalla Società italiana di Pediatria, allora forse non ci sta più molto. Forse dovrebbe partire proprio da loro un’educazione diversa, non solo per i bambini ma anche per i genitori in modo da creare un’onda di cambiamento. Perché in fondo non è importante solo cosa diamo da mangiare e come impegniamo il loro tempo, ma anche che futuro, che aspettative, che ambizioni diamo loro. E anche in questo dovremmo iniziare ad essere equi.

 

  • Renato |

    In questi giorni in TV c’è la pubblicità di un’auto famosa dove marito e moglie vengono guardati con disgusto dai figli perché stanno per baciarsi; invece lo spot di un detersivo elogia una “super mamma” che passa il suo tempo a pulire tutta la casa per uccidere i batteri e garantire l’igiene per il suo bambino: sono solo due esempi, ma non c’è da stupirsi se molti uomini pensano che le donne servono solo per pulire la casa e che i gesti d’affetto sono sbagliati.

  • Geb |

    Io mi chiederei anche perché tutte le femminucce hanno la gonna e nessuna porta i pantaloni.

  • Valeria |

    La mia mamma da piccola mi leggeva Rosaconfetto, un’elefantina che non voleva seguire le regole per cui le femmine stavano nel recinto e giocavano coi fiocchetti ei maschi sguazzavano nel fango.
    Detto questo concordo sia sul fatto che da noi mancano anche immagini di persone di altre razze e culture, persone con disabilità fisiche, famiglie con due mamme o due papà o altro.
    Non siamo ancora pronti alla cultura della diversità.
    Concordo anche, però, che siamo noi donne ad avere la maggiore responsabilità di questo cambiamento perchè ricordiamoci che anche solo in senso numerico, siamo in maggioranza.

  • Cecilia |

    Consiglio tutti i libri della collana “Milly, Molly” di Gill Pittar, alcuni sono tradotti anche in italiano.
    Sull’argomento degli steriotipi consiglio di rileggere “Dalla parte delle bambine” di Elena Gianini Belotti e “Ancora dalla parte delle bambine” di Loredana Lipperini, ma spero che questi ultimi due siano gia’ stati letti.

  • Monica D'Ascenzo |

    Cara Cecilia, suggeriscici qualche libro anche in inglese da acquistare via internet, magari impariamo anche noi qualcosa! E torna a trovarci per raccontare qualcos’altro della vostra vita li’.

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