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La diversity debutta da oggi nel cda del Banco Popolare

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L’assemblea dei soci del Banco Popolare è chiamata a rinnovare gli organi sociali, oltre  ad approvare del bilancio d’esercizio 2013, approvare della relazione sulle politiche di remunerazione, determinare le politiche di remunerazione e i compensi dei componenti del consiglio di amministrazione e dei sindaci, approvare la fusione per incorporazione del Credito Bergamasco nel Banco Popolare. Un ordine del giorno ricco che ha attirato 14mila voti, contro i 3mila voti attesi alla vigilia (fra presenti e deleghe). La vera novità, sotto un certo un punto di vista, è però il numero di donne che faranno il loro ingresso nel board: 5 su 24 contro un’unica rappresentante su 23 del cda precedente.

Nel consiglio di amministrazione dell’istituto guidato da Pier Francesco Saviotti sarà confermata Cristina Zucchetti (1971), lodigiana, presidente dell’omonima azienda di famiglia fondata dal papà Domenico, a sua volta già consigliere di amministrazione della vecchia Banca Popolare di Lodi. È a capo di un gruppo con 1800 addetti, una rete distributiva con 800 partner, 73mila clienti e 450mila procedure installate.

Andrà a farle compagnia Cristina Galeotti (1967), “Presidente dell’Associazione Industriali della Provincia di Lucca, stimata professionista e imprenditrice, già componente del comitato territoriale Cr Lucca”,come viene definita dalla stampa toscana.

Dal mondo accademico, invece, viene Cecilia Rossignoli (1958), ordinario di Organizzazione aziendale all’Università di Verona. È membro del collegio dei docenti del dottorato in Economia e Direzione Aziendale dell’Università di Verona e della Graduate School of Economics and Management (Gsem), Ca’ Foscari University Venice, University of Padua, University of Verona. È stata Direttore, dal 2001, del Master di I livello dell’Università di Verona in Business Intelligence e Knowledge Management e nel 2012 Direttore scientifico del Master in Business Intelligence e Knowledge Management della Fondazione CUOA.

Patrizia Codecasa (1958), che dalla primavera 2013 siede nel board di Fondazione Cariplo e da ottobre scorso nel cda Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi, sarà fra i nuovi ingressi nel consiglio del Banco Popolare, così come, infine, Daniela Montemerlo, professoressa allo Sda Bocconi e all’Università dell’Insubria, che ha già esperienza di board di banche nel Credito Bergamasco.

La diversity (per legge) entra anche nel collegio sindacale del Banco con Claudia Rossi (1958) come effettiva e Chiara Bencioli (1972) come supplente.

Non è una gran rivoluzione. La banca si è attenuta al minimo sindacale richiesto dalla legge Golfo-Mosca (120 del 2011). Un quinto dei posti del cda al primo rinnovo deve essere riservato al genere meno rappresentato. Missione compiuta: il Banco ha il 20,8% di donne nel board. Fino al prossimo rinnovo, quando la quota salirà a un terzo, gli uomini possono stare tranquilli.