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“Marry Smart”, frequentate le università per trovare un buon marito. Parola di Susan Patton

MarrySmart
Ingegneria o Scienze? Economia o psicologia? Mentre si moltiplicano gli studi sulla carenza di studentesse nelle cosiddette discipline Stem (science, technology, engineering, and mathematics), c'è chi invece è di ben altro avviso e crede che le donne debbano impiegare gli anni dell'università a cercare The One. Si tratta di Susan Patton, 59 anni, consulente per le risorse umane e executive coach, alias Princeton Mom.

Il suo messaggio alle giovani va dritto al punto: "Care, tenetelo a mente. Non potete aspettare a lungo per sposarvi e avere dei figli", avvisa ricordando loro che l'orologio biologico cammina e che dopo i 30 la fertilità cade a picco. Il tutto nella summa del suo pensiero, il libro "Marry Smart", che sta facendo discutere su tutti i media Usa (Esilarante il commento del Washington Post che la dà per sopravvissuta ad un'ibernazione dal 18esimo secolo).

 


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Il volume nasce da una lettera che Patton spedì al Daily Princetonian dal titolo "Advice for the young women of Princeton" circa un anno fa. Come potete immaginare già allora le sue opinioni ebbero una certa risonanza (non sempre positiva) online e tanto evidentemente è bastato all'editore per convincerlo che un volume sull'argomento potesse riscuotere successo. Patton non ha dubbi, si ritiene una femminista perché è assolutamente a favore di uguali diritti e uguali opportunità per le donne. A suo avviso, però, il femminismo a virato verso il lato oscuro e avversa le donne che scelgono una vita più "tradizionale". Diventa così poco "cool" dire di desiderare il matrimonio e i figli e si finisce per perdere tempo e arrivare a 35 anni. Se a quell'età si cerca un coetaneo con cui metter su famiglia si rischia di trovarli tutti occupati con donne dieci anni più giovani, spiega Patton. Proprio per questo lei suggerisce di impiegare il 75% del proprio tempo all'Università per cercare marito e il restante 25% a costruirsi le basi per una carriera. Naturalmente non dà lo stesso consiglio ai suoi due figli maschi, perché loro non hanno il problema dell'orologio biologico. Ah, la Princeton Mom consiglia anche di non concedersi senza un impegno formale al matrimonio, perché "naturalmente nessun uomo compra la mucca se il latte è gratis"!

Sposati e sii sottomessa
Starete pensando: ma perché ci parla di questo? Settimana scorsa a Roma in occasione della due giorni Rai Donna è… ho rincontrato il professor Andrea Ichino, che aveva scritto con Alberto Alesina il libro L'Italia fatta in casa in cui proponevano una tassazione inferiore sul lavoro femminile in modo da agevolare l'occupazione "rosa". Una svolta che avrebbe poi dovuto innescare un cambiamento culturale nel PAese. Oggi, però, Ichino non è più convinto che quella svolta sia possibile e mi ha detto: Hai visto il successo che ha avuto il libro Sposati e sii sottomessa? Ha venduto 50mila copie, che in Italia non sono poche. Questo ti dice che forse il Paese non è pronto. Allora bisogna pensare a dare un'opportunità a chi lo è". Per questo la proposta sulla riduzione della tassazione è stata cambiata nella formula: si abbassano le tasse sul reddito delle donne che presentano la documentazione che attesti che il marito o compagno ha scelto di restare a casa a occuparsi dei lavori di cura. "Questo permette al datore di lavoro di investire sulla carriera delle donne perchè sa che non resteranno a casa per la malattia di un figlio o l'assistenza a un genitore anziano. Le coppie che sono pronte potranno quindi beneficiare di questa agevolazione" spiega Ichino.

Del discorso mi ha colpito soprattutto la citazione del libro, che ammetto mi era sfuggito. Ho, quindi, cercato di rimediare leggendo la presentazione sul blog dell'autrice Costanza Miriano, in cui si legge:

"Sposare un uomo, che appartiene irrimediabilmente a un’altra razza, e vivere con lui, è un’impresa. Ma è un’avventura meravigliosa. È la sfida dell’impegno, di giocarsi tutto, di accogliere e accompagnare nuove vite. Una sfida che si può affrontare solo se ognuno fa la sua parte. L’uomo deve incarnare la guida, la regola, l’autorevolezza. La donna deve uscire dalla logica dell’emancipazione e riabbracciare con gioia il ruolo dell’accoglienza e del servizio. Sta alle donne, è scritto dentro di loro, accogliere la vita, e continuare a farlo ogni giorno. Anche quando la visione della camera dei figli dopo un pomeriggio di gioco fa venire voglia di prendere a testate la loro scrivania"

Poi per non spendere 12 euro per togliermi il dubbio ho chiesto: ma è ironica? Nient'affatto, mi è stato risposto da Ichino.  Vantiamo, quindi, anche noi italiani la nostra Susan Patton. Al contrario di quella originale Miriano è ancora sposata con suo marito (e nella sua presentazione ci tiene a sottolineare "uno"), con cui ha avuto 4 figli. Patton, invece, è divorziata e ora si dedica ad uscire con uomini "divertenti, gioiosi e sexy" perché ora non sta più cercando il padre per i propri figli!

La mia domanda è per 50mila persone (se non di più) che hanno letto il libro: machedavvero? Perché va bene avere la nostra Patton nazionale, ma avere anche 50mila lettori/trici dà ragione al buon Ichino. Andrea, da economista, studia una proposta perché le nostre giovani dopo la laurea trovino la loro strada e non finiscano per sposarsi ed essere sottomesse!