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Yellen, Lagarde e Bryce: quando in prima pagina i role model sono femminili

Yellen

Se una vostra amica vi avesse mostrato la fotografia fra altre di famiglia, avreste tranquillamente potuto pensare che le tre signore ritratte siano zie che hanno presenziato al suo matrimonio o compagne di scuola che si sono ritrovate a distanza di anni. La foto, però, si trovava sulle prime pagine dei giornali e, aldilà della simpatia che ispirano le tre donne, la portata dello scatto va ben oltre una foto ricordo, seppur istituzionale.

Quentin Bryce, Christine Lagarde e Janet Yellen rappresentano tre esperienze, tre carriere, tre continenti. Bryce (1942), avvocato e docente australiana, è la prima donna governatore generale dell'Australia (dal 5 settembre 2008). Lagarde (1956), avvocato francese, è la prima donna a ricoprire la carica di direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (dal 5 luglio 2011). Yellen (1946), economista americana, è la prima donna a guidare la Federal Reserve, nei 100 anni di storia della banca centrale statunitense (dal 4 febbraio 2014). Altro che zie al matrimonio dell'amica!

E l'occasione non era un convegno qualsiasi, ma piuttosto l'incontro dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali del G20, che si è aperto venerdì 21 febbraio a Sydney.

Tornando alla foto, una cosa così, di routine per i giornali in questi casi, porta con sé un bel cambiamento storico. La forza di quell'immagine sta nei nuovi role model che presenta alla società e soprattutto alle giovani. E questo va ben aldilà dell'impegno delle tre nel voler incarnare un modello femminile. Se, infatti, Lagarde, che è stata anche la prima ministra delle finanze di una delle maggiori economie mondiali, si è sempre spesa a favore delle pari opportunità ed è arrivata ad affermare che le donne sono i leader migliori in tempo di crisi, Yellen, invece, ha sempre evitato di affrontare il tema della gender equality e anzi, dallo staff della Fed si sa che preferisce ci si riferisca a lei come "chair" e non "chairwoman".

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In scala locale, la foto mi ha ricordato le pagine dei giornali italiani durante la discussione sulla riforma pensioni. Sfogliando i quotidiani gli articoli erano corredati da foto del presidente di Confindustria, del segretario della Cgil e del ministro del Lavoro. All'epoca dei fatti erano rispettivamente Emma Marcegaglia, Susanna Camusso e Elsa Fornero. Non entro nel merito della riforma in sé (gli errori non hanno genere e non è detto che tre uomini avrebbero potuto far di meglio), ma del modello: per le giovani italiane è diventato possibile aspirare a certi ruoli. Sembra una schiocchezza? In alcune facoltà di economia è stato condotta una ricerca, in base alla quale si chiedeva agli studenti chi avesse aspirazioni da imprenditori e quali fossero i modelli a cui ispirarsi. Fra le ragazze i primi due nomi fatti erano di imprenditori, non di imprenditrici. D'altra parte basta sfogliare i giornali per rendersi conto della rassegna di giacche e cravatte che popolano le pagine di politica e di economia.

Abbiamo bisogno di modelli, di buoni modelli. E non solo noi donne.

 

  • Raffaella |

    Sì, abbiamo bisogno di role model, noi ragazze, anche per aiutarci a “farci avanti”. Quella dei role model al femminile è una mancanza che spesso porta a ripete atteggiamenti maschili che ci snaturano.

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