Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Dal Wall Street Journal a Les Echos la gender equality del governo Renzi

Ministre Renzi
Che fosse stata una mossa azzeccata lo si era capito già ieri all'annuncio. Matteo Renzi, il premier più giovane nella storia italiana doveva portare, anche solo nella forma, qualche cambiamento sostanziale, soprattutto se è il rottamatore per eccellenza. Quindi il governo più giovane, con una media di 47 anni, e soprattutto il governo della parità di genere. Il particolare non è sfuggito alla stampa internazionale che lo ha sottolineato negli articoli di oggi. Che questo sia già di per sé un merito?


"Comme promis, le nouveau gouvernement comportera aussi huit femmes sur seize ministres, une nouveauté absolue dans le panorama politique italien" sottolinea Les Echos.  "Half of the new ministers are women and a clutch of them are under 40" si legge sul Wall Street Journal, mentre The Irish Time scrive: "Mr Renzi has gone out of his way to emphasise the “different” nature of his cabinet, particularily over the unexpected parity of sexes in a Meditteranean country where old fashioned, often ugly sexism is evident every night on mainstream television". La scelta di gender equality sta pagando quindi, anche se c'è chi, come il sopracitato The Irish Time, osserva: "The flip side of that bold decision is that his new foreign minister, 40-year-old Federica Mogherini, the youngest ever Italian foreign minister, is very inexperienced for such a potentially difficult post. Ms Mogherini, a member of various think tanks, has been in parliament since 2008 in which time she has served on defence and foreign affairs commissions", ricordando che uno dei primi punti della sua agenda sarà la questione Marò e i rapporti con il governo indiano, che finora hanno dato qualche problema ai suoi predecessori.

La sfida non sarà semplice nemmeno per le altre 7 colleghe. Maria Elena Boschi, il ministro più giovane nella storia italiana con i suoi 33 anni, guiderà le Riforme, che nel programma di Renzi hanno un ruolo centrale e una tabella di marcia serrata. Beatrice Lorenzin alla Salute guida uno dei dicasteri più complessi per tagli alla sanità e necessari investimenti nella ricerca. All'Istruzione poi Stefania Giannini avrà un ruolo non da poco, considerata l'importanza che il neo premier riconosce al sistema scolastico. Per non parlare della Pubblica amministrazione, affidata alla 34enne Marianna Madia, e del ministero per lo Sviluppo economico (quello che si occupa di tutti i tavoli di contrattazione in caso di crisi aziendali e in questo periodo non ce ne sono pochi aperti!) guidato da Federica Guidi. Roberta Pinotti, da anni impegnata nel settore difesa (anche ministro del governo ombra del Pd negli anni scorsi) potrà prendere ora delle decisioni in prima persona e la calabrese ex sindaco Maria Carmela Lanzetta, dopo la delusione politica nell'amministrazione locale, potrà ora davvero cambiare qualcosa per tutti quei sindaci che come lei si sentono soli a combattere contro le mafie italiane.

Certo la stampa italiana e internazionale continuerà a monitorare il loro operato,ma la domanda resta: perché quando vengono elette le donne si passano ai raggi X curriculum vitae ed esperienze, mentre per gli uomini non è così? Succede anche per gli ingressi nei consigli di amministrazione. Tutti temevano la calata delle veline e così non è stato. I dati già lo dimostrano: nei cda le donne sono più giovani, in media con un livello di istruzione maggiore e con più esperienze internazionali rispetto agli uomini. Allora che siedano nei cda o a capo di un ministero lasciamole lavorare e le giudicheremo per quanto faranno.