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In Bpm scocca l’ora delle donne nella sala bottoni (e non per cucire)

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In Piazza Meda le quote rosa avevano già debuttato in occasione della battaglia tra Andrea C. Bonomi e Matteo Arpe per il comando della Banca Popolare di Milano. Bonomi ne uscì vincitore e la sua lista porto nel consiglio di sorveglianza anche una rappresentanza femminile. Le donne, però, anche in quell'occasione erano rimaste fuori dalla stanza dei bottoni, il consiglio di gestione. E' pur vero, comunque, che non era ancora entrata in vigore la legge Golfo-Mosca che garantisce al primo rinnovo almeno il 20% di presenza al genere meno rappresentato nei cda e nei collegi sindacali. Ora la legge è in vigore e dopo l'ingresso di quattro donne (una dimissionaria per incompatibilità di incarichi, ma presto sostituita da un altra consigliera) nel consiglio di sorveglianza (cds), oggi sarà la volta del debutto di una donna nel consiglio di gestione, se il comitato nomine approverà i cinque nomi presentati.

 

Per rispondere alle critiche, che sottolineano la sovrabbondanza di accademici nel cds, il nuovo presidente della banca, Piero Giarda, ha pensato bene di cercare la candidata fra le manager d'azienda. La scelta è caduta su Paola De Martini, direttore affari societari e fiscali di Luxottica. A lei sarà affidata la sfida di dimostrare come la legge sulle quote di genere non sia solo un obbligo cui adempiere, ma un'opportunità per ampliare i punti di vista. Nel consiglio di sorveglianza invece siedono Donata Gottardi, Flavia Daunia Minutillo e Lucia Vitali. A loro si unirà una quarta donna in sostituzione di Claudia Bugno.

La cosa singolare, fra le molte altre, nel rinnovo degli organi di Bpm è stata la dichiarazione di Giarda sulle difficoltà trovare a reperire donne con i requisiti per entrare in consiglio. E' vero che in Bpm il regolamento è abbastanza stringente sui requisiti: è necessaria "un’esperienza complessiva di almeno un triennio (5 anni per il cdg) attraverso l’esercizio, in Italia o all’estero, di attività di amministrazione, direzione o controllo in banche, società di gestione del risparmio o compagnie di assicurazione, ovvero di attività di amministratore in società diverse purché con un fatturato superiore ad un miliardo di euro nell’esercizio anteriore all’elezione o con azioni negoziate in un mercato regolamentato italiano o estero", oppure è necessario essere professori universitari di ruolo in materie giuridiche o economiche. Ma è anche vero che da quando la legge è stata approvata sono fiorite liste di donne (Fondazione Bellisario, Valore D e Pwa ad esempio ne hanno stilate alcune con il supporto di società di head hunting) con qualifiche adeguate. Forse è ora, quando si va ad una riunione o a un convegno, di iniziare a guardare il mondo con occhi diversi. Le persone senza giacca e cravatta non sono lì per abbellire la sala o per accompagnare i manager. Sono lì per le loro competenze e per le cariche che ricoprono. E forse se si guarda bene e si perde tempo a scambiare due parole, si scopre anche che hanno i requisiti e i meriti per sedere in un board. Magari anche i cinque anni di esperienza che servono per entrare nella sala comandi di Bpm.