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E se le donne iniziano a votare per le donne?

Le quote sembrano ormai la panacea a tutti i mali della dis-parità di genere. La proposta di legge sull'introduzione delle quote nell'elezione dei consigli di amministrazione è ferma alla Camera, ma potrebbe ben presto vedere la luce (manca solo il via libera del Governo per l'approvazione in sede legislativa, quindi senza passare in aula). Se sarà approvata, verrà salutata con favore da tante manager che hanno dovuto abdicare al credo della meritocrazia a tutti i costi perché il tetto di cristallo non si sfonda. Ci sono, però, ambiti dove invocare le quote può suonare un po' ipocrita.

A inizio aprile il Governo ha dato via libera al ddl presentato dal ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, che ha l'obiettivo di garantire la parità di genere nelle procedure per l’elezione dei consigli comunali, negli statuti comunali e provinciali e in materia di costituzione delle commissioni per i concorsi pubblici. In particolare sarà introdotta la  “doppia preferenza di genere” per le elezioni comunali. Vale a dire che se si dà una prima preferenza ad un uomo, si potrà aggiungerne una seconda dandola ad una donna. Quello che è successo in Campania alle ultime elezioni e che ha portato qualche risultato.

La domanda, però, è: perché abbiamo bisogno di una legge per votare le donne e soprattutto per votarle come seconda opzione? stiamo forse dando per scontato che la prima preferenza vada sempre ad un uomo? Il dibattito è annoso: sono le donne che non votano le donne! a riguardo ricordo un aneddoto raccontato dall'attrice e regista alessandria Laura Bombonato: "non so nulla di politica, però quando frequentavo le magistrali eravamo 620 studenti, 600 ragazze e 20 ragazzi eppure i rappresentanti di istituto erano sempre maschi".

Siamo cresciute con modelli maschili in certi ruoli e fatichiamo a liberarcene. In più quando si tratta di donne alziamo sempre le aspettative, se non sono perfette non meritano fiducia. Abbiamo forse bisogno delle quote in politica perché questo cambi? Non sarebbe forse meglio fare la propria parte per il cambiamento senza aspettare che ci sia una legge ad imporcelo?

Nelle liste presentate per le elezioni comunali possiamo trovare decine di donne, qualunque sia la nostra scelta politica. Donne che in molti casi hanno curriculum eccellenti e che hanno deciso di mettersi in gioco per cambiare la loro città. Per anni abbiamo dato fiducia agli uomini, perché stavolta non proviamo a dare fiducia a una di queste donne? E forse qualcosa cambierà davvero se dalle urne uscirà un'indicazione netta. Forse se saranno elette più donne nei consigli comunali sarà anche più difficile per i sindaci eletti (siano essi uomini o donne) comporre giunte tutte al maschile. E' vero, poi si può sempre fare ricorso al Tar perché le giunte si adeguino e inseriscano "la quota rosa" (come è avvenuto Benevento, Toritto (Bari), Sorgono (Nuovo) fra gli altri). Ma sarebbe meglio non doverci arrivare e ognuno, in questa tornata elettorale, può fare la sua parte.

  • Maria Grazia Furnari |

    salve Monica
    ho letto con interesse il blog ma anche il contributo su ‘ le donne reggono il mondo’
    faccio parte di un gruppo di donne che non si riconosce negli attuali schieramenti politici e che ha deciso di presentarsi alle prossime elezioni comunali di Lucca con una lista autonoma di sole donne e una candidata sindaca, ci chiamiamo Lucca Bene Comune e vogliamo ripartire dalla partecipazione dal basso, da una gestione equa e trasparente della città e ovviamente dalla prospettiva femminile su problemi e soluzioni…l’impresa è dura e la resistenza tanta
    mi piacerebbe potessimo confrontarci,
    Maria Grazia

  • cooksappe |

    donne che votano a favore di altre donne? impossibile, vedi dieci anni di votazioni al grande fratello…

  • Alessandra |

    Grazie Monica,
    condividiamo in pieno il suo pensiero.
    A proposito di parità di diritti in politica, con la presente intendiamo portare alla sua attenzione un’ipotesi di proposta con la quale chiediamo la convocazione di un tavolo istituzionale tra Dipartimento Nazionale Pari Opportunità e Commissioni Regionali per realizzare sia la modifica della Legge Calderoli sia la modifica delle leggi elettorali regionali integrando le legislazioni nazionali e locali con l’importante novità della preferenza di genere (vedi Legge 4/2009 Regione Campania), non come fatto obbligatorio, ma come opzione di civiltà e di qualità di una democrazia compiuta.
    Invitiamo pertanto il Dipartimento Nazionale e le Commissioni Regionali a tenere un convegno ad hoc a breve sull’argomento.
    Di seguito trova il link al nostro blog
    http://bastacasta.posterous.com/e-in-arrivo-il-treno-della-rivoluzione-gentil#comment
    Per aderire alla proposta e per qualsiasi comunicazione o suggerimento si può prendere contatto con il gruppo di lavoro di @bastacasta: Alessandra Pezzolato @Aleelena75 e Elisa Mangini @Littlewicca84
    In attesa di suo cortese riscontro in merito, la ringraziamo per la cortese attenzione e porgiamo
    Distinti saluti
    Il Team di BastaCasta
    (Follow us on Twitter and Facebook)

  • mauri |

    Chissà? Forse un giorno qualcuno le metterà d’accordo, magari un uomo. La maggior parte di loro sono sempre in grande competizione per la supremazia in ogni campo, con le famose eccezioni.

  • wiska |

    se non hai niente i contrario, riporto (con il dovuto link) il tuo post sul mio blog.
    Se c’è qualcosa in contrario, fammelo sapere.
    grazie

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