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I britannici più bamboccioni di noi

Bamboccioni_bassa

I bamboccioni non sono una questione solo italiana. In Gran Bretagna i dati ufficiali dicono che i giovani che ritardano l’uscita da casa sono in aumento, fra l’altro molto più gli uomini che le donne. Anzi, il numero dei ragazzi che restano a casa tra i 25 e i 29 anni è il doppio di quello delle ragazze: 24,5% contro un più contenuto 12,8%. L’ufficio nazionale di statistica spiega che “la transizione all’età adulta si sta gradualmente postponendo” e non sarà anche questione della crisi economica?

Lo studio sottolinea poi come ad ogni età le donne siano più propense degli uomini a vivere al di fuori delle mura della famiglia d’origine. Non è quindi solo una questione di giovani: nella fascia d’età tra i 30 e i 34 anni il 4,9% delle figlie vive a casa contro un più che doppio 10,3% dei figli. A chi non se ne è mai andato, si aggiunge poi quanti ritornano al nido dopo gli anni dell’università. Gli affitti costano e la mancanza di opportunità sul mercato del lavoro fa rimandare certe scelte. E in Italia?

 

  • anna |

    capisco, capisco tutto…lo vivo tremendamente ogni giorno e lo racconto qui…
    http://www.cococoblog.splinder.com

  • Monica |

    Caro Stefano, conosco i supporti finanziari offerti in Uk alle mamme single (ne usufruiva un’amica quando vivevo a Londra), ma non li avevo mai visti in quest’ottica. Ho un figlio e ti assicuro che non vale la pena farsi mettere incinte per andare a vivere da sole. Il problema delle adolescenti inglesi che rimangono incinte è un po’ più complesso e non certo incentivato dal sostegno pubblico. E poi perchè togliere un aiuto così prezioso per molte donne solo nel dubbio che questo potrebbe servire per controllare le nascite?
    Detto per inciso, le tasse inglesi sono più basse di quelle italiane!

  • laserta |

    fra gli italiani, maschi of course, la piaga è endemica. salvo gli universitari fuori sede, direi, la stragrande maggioranza resta appiccicata al nido materno il più a lungo possibile. e non è raro il caso di giovani professionisti che, nonostante un più che sostanzioso stipendio, preferiscono “mettere da parte”.
    così facendo però si giustifica indirettamente questa politica economica che vede nei genitori l’unica fonte di “ammortizzatori sociali”… se anche noi uomini italici diventassimo un po’ più indipendenti credo che riusciremmo a mettere in movimento un po’ di cose..

  • Stefano |

    non sarebbe male aggiungere il dato relativo alla percentuale delle giovani donne che vivono sole e che hanno figli;
    i miei colleghi “British” sono alquanto arrabbiati quali “TAX PAYERS” perche’ i loro soldi vengono dati alle donne sole con prole e questo secondo loro incentiva molto le gravidanze tra le giovinette che se ne servono per andare a vivere “da sole” … forse (i miei colleghi) possono aiutarci nel capire qualche statistica ….

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