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Quirinale: il colpaccio che potrebbe riuscire a Renzi

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Chissà cosa si saranno detti Matteo Renzi e Sheryl Sandberg nel loro incontro in settimana a Davos? Il risultato del colloquio è stata la dedica che il chief operating officer di Facebook ha scritto al premier italiano regalandogli una copia del suo libro: “Matteo, con la mia grande ammirazione per la tua leadeship sulla questine femminile e la nostra importanza per l’economia globale. E i miei migliori auguri”. Sheryl, che secondo il Time è una delle persone più influenti al mondo, ha così di fatto “alzato la palla” a Renzi per una scelta coraggiosa per il Quirinale. Un endorsement di tutto rispetto, guadagnato dal premier con la nomina del primo governo paritario e la nomina di donne alla presidenza di grandi gruppi industriali italiani partecipati dal Tesoro, per la prima volta nella loro storia. Perché ora non tentare la mossa più audace, che lo farebbe entrare definitivamente nella storia della Repubblica Italiana per la svolta paritaria?

Se il governo Renzi e le nomine in Enel, Eni e Terna avevano guadagnato l’onore della cronaca sui maggiori giornali internazionali, un presidente della Repubblica donna meriterebbe le copertine e potrebbe essere molto apprezzato a livello politico, da Barak Obama a Angela Merkel. Tanto più che in questo momento storico non esiste un candidato forte, riconosciuto come autorevole e di peso dall’opinione pubblica. Sparigliare le carte, quindi, potrebbe essere più facile.

Certo non sono più gli anni in cui si facevano i nomi di Tina Anselmi (Dc) e Nilde Iotti (Pci), entrambe partigiane e figure istituzionali importante nella storia della Repubblica Italiana. Paradossalmente allora (1985, venne poi eletto Francesco Cossiga) le donne erano in percentuale meno di oggi in Parlamento, ma avevano un peso maggiore. Oggi sembra che non sia ancora emerso un nome che convinca e unisca. Eppure ci sono nomi di donne, ancora non bruciati, che potrebbero avere le caratteristiche adatte a rappresentare la massima carica dello Stato italiano.

yellen 3Peraltro, la scelta di una donna si inserirebbe in un contesto internazionale che da anni sta andando in quella direzione. Tanto che per la Francia, ad esempio, non c’è chi esita a indicare in Christine Lagarde il prossimo presidente. Fra quelle già in carica, ultima in ordine di elezione, è Kolinda Grabar-Kitarovic, prima donna presidente in Croazia. Per non parlare delle presidenti dei paesi Latino Americani. E che dire della stessa Lagarde alla guida del Fondo Monetario Internazionale, di Janet Yellen presidente della Federal Reserve (banca centrale statunitense) e di Diezani Alison-Madueke attuale ministra delle risorse petrolifere della Nigeria, che dal primo gennaio 2016 sarà il primo presidnete donna dell’Opec (che riunisce i paesi produttori di petrolio).

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Senza contare infine che, forse, con l’elezione di una donna al Quirinale Matteo renzi potrebbe conquistarsi almeno parte del voto femminile, che nel caso di Obama alle ultime elezioni fece la differenza. Insomma, a conti fatti il premier perderebbe proprio un’occasione d’oro se non schiacciasse la palla che gli ha alzato la Sandberg con il suo endorsement!

  • unblocked games |

    Certo non sono più gli anni in cui si facevano i nomi di Tina Anselmi (Dc) e Nilde Iotti (Pci), entrambe partigiane e figure istituzionali importante nella storia della Repubblica Italiana.

  • cat mario |

    Peraltro, la scelta di una donna si inserirebbe in un contesto internazionale che da anni sta andando in quella direzione.

  • anna maria |

    il nome della presidente donna?
    FABIOLA GIANNOTTI del CERN

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