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I premi dedicati alle donne promuovono o ghettizzano?

Qualche giorno fa mi è stato chiesto un parere: nell'ambito di un premio per iniziative imprenditoriali è opportuno creare una categoria di premiati ad hoc per le donne come si fa per i giovani? D'istinto ho risposto che non mi sarebbe sembrato opportuno. Le imprenditrici avrebbero dovuto "gareggiare" nella categoria principale. Anche perché creando il premio "women" si sarebbe dato per scontato che la categoria principale fosse riservata agli uomini. Come a dire: l'imprenditoria è prerogativa maschile, l'azienda al femminile è una sua sottocategoria in evoluzione. Un messaggio che non avrebbe fotografato la realtà. In Italia le imprese femminili registrate presso le Camere di commercio sono 1.431.167, il 23,6% sul totale, secondo i dati dell’Osservatorio dell’Imprenditoria femminile di Unioncamere-InfoCamere diffusi nel novembre scorso.

 

Delle 6.140 imprese nate, tra settembre del 2012 e settembre 2013, ben 3.893 (il 63%) hanno a capo una o più donne. In tempo di crisi, infatti, le donne stanno reagendo cercando alternative alla mancanza di lavoro (l'occupazione femminile è scesa a settembre 2013 al 46,5% dal 47,3% del settembre 2012, mentre la disoccupazione femminile è al 13,2%). Perché dunque ghettizzare l'imprenditoria femminile in una sezione a parte nei concorsi?

Anche perché nei concorsi a busta chiusa, dove il candidato è anonimo, i risultati sono sorprendenti. Come nel caso del premio alle start up di Barilla, su dieci progetti vincitori dei finanziamenti da 40mila euro nove sono stati presentati da giovani donne.

Altra cosa, invece, sono i premi che nascono al femminile e che si stanno moltiplicando: di ieri la notizia della seconda edizione di arcVision Prize – Women and Architecture, il premio internazionale d’architettura istituito da Italcementi Group e rivolto a progettiste distintesi per una proposta professionale capace di coniugare e armonizzare da un punto di vista funzionale/stilistico, innovazione tecnologica, sostenibilità e cultura. La vincitrice del premio sarà resa nota, naturalmente, l’8 marzo.

Alla seconda edizione anche l'Official Female Founders in Tech – Italy List , che lo scorso anno ha dato un volto e un nome a ben 60 giovani imprenditrici della tech industry italiana. Le Girls in Tech Italy lanciano sul web una nuova sfida per il 2014: “avanti le prossime!”.

Max Mara, invece, ha premiato con la quinta edizione dell'Art Prize Women l'artista Corin Swon. Peccato che sia dedicato solo alle britanniche!

 

  • laura |

    Ma perchè ghettizzare!
    Lasciare le cose come stanno no?
    O forse il fatto stesso che le donne spesso vincano incomincia a dare fastidio?

  • susanna zangheratti |

    anche a mio avviso i premi dedicati esclusivamente alle donne ghettizzano. I dati che ci ha fornito parlano chiaro: non solo possiamo gareggiare con gli uomini in quanto e spirito imprenditoriale ma pare pure che spesso vinciamo. Non siamo quindi certo una minoranza da proteggere con una categoria riservata. Si Premi dunque il coraggio, l’intelligenza e la creatività senza fare inutili distinzioni di genere.

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