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Mamma, a cosa servono i giornali? A sei anni dichiara morta la carta stampata!

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Ieri guidando ho detto a mio figlio di sei anni "Devo comprare i giornali" e lui "Mamma, a cosa servono i giornali? I giornali sono noiosi!". Ho capito subito di essere di fronte a una di quelle rare occasioni che possono segnare la crescita di un figlio. I giornali, l'informazione, la libertà di stampa…il mio lavoro. Sono partita così per una crociata a portata di seienne su quale sia il lavoro dei giornalisti, perché la gente compra e legge i giornali, che tipo di notizie si trovano su un quotidiano. Insomma i giornali svolgono un ruolo chiave nella nostra società. Lui mi ascolta in silenzio guardando fuori dal finestrino e io mi chiedo se qualcosa sarà arrivato dall'altra parte. Poi con serafica saggezza da bimbo ha decretato: "Ma tutte queste cose si trovano già in tv e sul computer". Ecco come con quattro parole innocenti mio figlio mi ha spiegato perché tutti i grandi quotidiani sono in crisi e mi ha indicato il futuro della mia professione. Che abbia lui un futuro da consulente aziendale?!

  • simona |

    Cara mamma, benvenuta nel gruppo! a mio figlio (di sei anni proprio come il suo) sto cercando di spiegare che su ogni argomento è necessario farsi una opinione propria: non dipendere dal gruppo, ma seguire idee e valori personali. E per questo scopo sono necessarie entrambe le modalità di comunicazione, via carta e via web.
    Io personalmente nutro un particolare piacere a sfogliare il giornale “reale” piuttosto che quello virtuale, e quando mio marito ha fatto l’abbonamento ad un quotidiano on line ho pensato (ricredendomi) che non avrei trovato il tempo di leggere il giornale dopo una giornata di lavoro. Invece accendere il tablet non è stato nè pesante nè scomodo. E sul web l’informazione spazia tra una notiza ed un’altra correlata con più facilità che sulla carta. Ma a me il giornale di carta continua a piacere ed io continuo a comprarlo. Mio figlio? la sua è una nuova generazione

  • susanna zangheratti |

    bella risposta Dr.ssa e mamma D’Ascenzo Monica. Il candore dei bambini, la loro sfacciata saggezza di fronte a tanti e complicati ragionamenti che in fondo anche noi che li facciamo crediamo che cadano un po’ nel vuoto ti fa ricordare che…ne sanno una più del diavolo! Non è che non lo sappiamo, ma sono cose che quando ci capitano ci strappano sempre un sorriso. parola di educatrice di Asilo. Mai amato e cresciuto un bambino?

  • Monica |

    Mi fa molto piacere leggere che ci date tutti per morti noi della carta stampata (oltre che per sovvenzionati pubblici, dannosi e parassiti). La sorpresa davanti alle dichiarazioni di mio figlio dipende da due cose: A) ha 6 anni e non almeno i 30 dei lettori che credo abbiano commentato questo post B) è cresciuto con una giornalista della carta stampata come mamma (oltre che scrittrice di libri cartacei). Certo magari ha ascoltato Grillo a mia insaputa sul web oppure ha letto qualche report di Boston Consulting Group, Bain o Pwhc la sera prima di addormentarsi (perché le grandi case editrici spendono fior fior di soldi per farsi dire la stessa cosa, ve lo assicuro). Non so. Sta di fatto che nella mia stupida ingenuità A) continuo a scrivere su un quotidiano B) mi sorprendo ancora a seguire i ragionamenti di mio figlio. E forse dopo una settimana di articoli (spero di contenuto!) mi posso concedere anche un sorriso. Vi auguro di fare lo stesso.

  • artemis |

    spero, soprattutto, che il seienne non sia stato già irrimediabilmente contagiato dall’equazione “internet=gratis”..

  • max |

    Cara Signora,
    non sorprende tanto la precoce saggezza di suo figlio quanto la sua sorpresa.
    La tiratura dei quotidiani è in calo ormai da decenni e la sola ragione per la quale essi ancora sopravvivono è la generosa contribuizione (pubblica) all’editoria (privata). Grandi quotidiani come il Washington Post stanno ormai trasferendo molti contenuti esclusivamente online.
    La vera sfida resterà comunque non nel format ma nei contenuti, o nella mancanza di questi, come il suo post bene conferma.
    Cordialità

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