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“Fatemi un colloquio” grida il cartello che porta al collo

Reuters

Sandwich

Twitter, Facebook, LinkedIn. Le nuove generazioni le stanno provando tutte pur di trovare lavoro in tempo di recessione. Eppure a volte a funzionare è proprio la voce fuori dal coro. L’americano Jon Kolbe ci aveva provato organizzando una riffa con premio finale (una fotocamera) per chi gli avrebbe trovato un impiego. David Rowe, 24 anni, ha preferito colpire al cuore. Così stamattina si è alzato, si è vestito di tutto punto come stesse andando in ufficio e ha indossato un doppio cartello da uomo-sandwich.

Cercasi lavoro

Laureato in storia

All’Università di Kent

Fatemi un colloquio

E a seguire un’offerta speciale come solo in tempi di recessione se ne vedono:

Sono pronto a lavorare un mese gratis

Poi o mi licenzi o mi assumi

Corretto, no? Quanti avrebbero il coraggio di mettersi in gioco così?

La fortuna premia gli audaci, il detto è desueto ma stavolta calza a pennello. Così David è stato notato e chiamato per un colloquio da Gavin Walker, della società di recruitment internazionale Parkhouse Bell, che gli ha anche offerto un posto. A David sembra averci preso gusto e vuole poter scegliere. Si è prefissato cinque giorni di passeggiata da uomo sandwich lungo Fleet Street e così farà. Poi al miglior offerente magari dirà di sì.

  • Filippo P. |

    miglior offerente oppure…. solamente dopo aver valutato con attenzione le proposte e le società più serie.
    Non credo che negli states la situazione sia molto migliore rispetto a quella che si trova in Italia per ciò che concerne la serietà delle aziende.
    Nel microcosmo della piccola media imprenditoria Italiana mi trovo spesso ad avere a che fare con pseudimprenditori con idee poco chiare riguardo al business in relazione a budget ed obiettivi, molti però accomunati dall’unico comun denominatore SPENDERE POCO E PRENDERSI POCHI IMPEGNI seri e condivisi.
    Sono consulente e comm.le di discreto successo, quindi non di rado mi vengono fatte delle proposte, peccato che raramente siano serie.
    Benvenga la crisi dunque, ritengo che ci sia bisogno nel nostro paese di un sano “sfoltimento” delle migliaia di aziende il più delle volte al limite delle regolarità, con un conseguente rafforzamento delle medie imprese e un successivo parziale riassorbimento delle forze lavoro di qualità che si perderebbero durante il processo.
    Siamo un paese provinciale e stolto, invece di comprare auto da 80.000 euro alcuni imprenditori che conosco potrebbero assumere professionisti che li aiutino in azienda (non me io non ho intenzione di farmi assumere) lo dico senza secondi fini solo perchè vedo le opportunità perdute… ci si lamenta del poco tempo tutti protesi a difendere la piccola creatura, arrivo da una famgilia di imprenditori quindi conosco la mentalità il cui unico sbocco, a meno di clamorosi colpi di fortuna, è la chiusura a fronte di un mercato che si fa sempre più duro e che richiede flessibilità competenza serietà e determinazione nel perseguire obiettivi che bisogna essere in grado di individuare.
    Per fortuna esistono migliaia di esempi positivi da seguire anche di aziende a conduzione familiare.
    A quegli esempi bisogna guardare, grazie al sole 24 ore per lo spazio dedicato sul quotidiano a queste realtà.

  • laserta |

    nessuno è al sicuro—

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