Per essere licenziati (ingiustamente), meglio il Nord Europa.

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“La crisi avrà delle conseguenze sulla disoccupazione, che secondo i nostri dati potrebbe arrivare al 10% entro fine anno”. E' quanto ha dichiarato è il commissario europeo per gli Affari economici e sociali, Vladimir Spidla. Di fronte ai licenziamenti di massa per stato di crisi c’è ben poco da fare. Per i licenziati ingiustamente, invece, è meglio vivere nel Nord Europa (con qualche eccezione): oltre al reintegro, infatti, potrebbe capitare di avere anche un risarcimento.

A commento del post  Trasferirsi? E' un'idea, ma dove?, mi è stato chiesto di fare un confronto anche fra le norme dei licenziamenti nei diversi Paesi. Con questa congiuntura serve a poco la normativa del reintegro o del risarcimento, perché in caso di stato di crisi dell’azienda non c’è nulla da fare. Vi segnalo comunque le differenze fra i diversi Paesi europei perché l’articolo 30 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea relativo alla “Tutela in caso di licenziamento ingiustificato” recita: “Ogni lavoratore ha il diritto alla tutela contro ogni licenziamento ingiustificato, conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali”. Ne ha fatto un sunto molto schematico la Cgil Lombardia.

“Tornando ai licenziamenti che ormai sono quotidiani, restano delle differenze tra i diversi Paesi ma la sostanza non cambia. Prendiamo ad esempio il caso di Bloomberg, di cui ho parlato qualche post fa: i licenziamenti negli Stati Uniti hanno avuto effetto immediato, in Italia sono stati dati un paio di giorni di preavviso e a Londra è stato concesso un mese di trattative con un rappresentante per vagliare ogni singolo caso. Ma il risultato è stato pressoché identico.

  • icaro |

    e’ incredibile di come ci siano dei diritti così distorti, se penso ai Non licenziamenti politicamente corretti di Alitalia ed tutte le altre aziende parastatali… speriamo bene.

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