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Istat: assumere una donna costa già il 32% in meno. Altro che incentivi!

retribuzioni
Incentivi fiscali per assumere le donne? E perché mai. Una donna già oggi, in media, costa al datore di lavoro il 32,2% in meno. Basta fare qualche calcolo sui dati diffusi quest’oggi dall’Ista, nel rapportosu “La distribuzione del carico fiscale e contributivo tra i lavoratori e le famiglie”. Il costo del lavorodi un lavoratore è in media di 34.752 euro, mentre un’azienda spende “solo” 26.281 euro per una lavoratrice dipendente. Di fatto il gap salariale di genere già di per sé dovrebbe fungere da incentivo per l’assunzione di donne. Invece, alla fine, prevalgono altre logiche e l’occupazione maschile in Italia è quasi 20 punti percentuali in più di quella femminile. Ha ancora senso fare proposte di legge per incentivi fiscali a favore delle assunzioni di donne?

A dicembre 2014, secondo i dati Istat, l’occupazione maschile era pari al 64,7%, aumenta di 0,3 punti percentuali sia rispetto al mese precedente sia su base annua. Quella femminile restava al 46,8%, con un +0,1 punti percentuali in termini congiunturali e un +0,3 punti in termini tendenziali. Pensiamo davvero che per colmare questo divario basti offrire alle aziende qualche sgravio contributivo per le lavoratrici?

I dati di oggi sono chiari e si riflettono, naturalmente, anche sulla retribuzione netta. Le donne guadagnano in media il 26,5% in meno degli uomini. Le prime, infatti, si trovano a percepire 14.391 euro l’anno contro i 18.211 euro degli uomini. Il divario è ancora maggiore se si parla di lavoro autonomo, dove le donne in media hanno una retribuzione annua di 12.323 euro contro i 18.398 euro dei colleghi.

La strada da percorrere è senz’altro lunga e forse è ora di fare riflessioni serie su come è possibile correggere questa stortura senza demandare la soluzione a fantomatici cambiamenti culturali di lunga durata. Forse già dover rendere pubblici i dati sulle retribuzioni divisi per genere aiuterebbe e avviene già in altri Paesi, ad esempio per le società quotate. Magari in questo modo già il pudore può fare la sua parte!

 

P.S.: Più in generale vi riporto i dati sui redditi nel nostro Paese: un italiano su quattro (25,8%) percepisce meno di 10mila euro all’anno, mentre meno di 3 su 100 sforano i 70mila (2,4%). Dati dell’Istat alla mano, nel 2012 oltre la metà dei redditi lordi individuali (54%) è tra 10.001 e 30mila euro annui, mentre il 17,6% guadagna tra 30.001 e 70.000. Giusto per farvi un’idea di dove siete posizionati!