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Miur pronto ad andare in tribunale per la truffa culturale sulla “teoria del gender”

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Stavolta è nero su bianco e soprattutto in un documento ufficiale. Il ministero dell’Istruzione ha deciso di porre un freno al dilagare di un’informazione falsata su quanto previsto dalla riforma in tema di “gender” e lo ha fatto con una circolare. Non solo. Il Miur è pronto a tutelarsi anche legalmente da quella che ha definito una «truffa culturale».

«Pervengono al Miur numerose richieste di chiarimenti, sia da parte di dirigenti scolastici e docenti che di genitori, riguardo a una presunta possibilità di inserimento all’interno dei piani dell’offerta formativa delle scuole della cosiddetta `Teoria del Gender´ che troverebbe attuazione in pratiche e insegnamenti non riconducibili ai programmi previsti dagli attuali ordinamenti scolastici». Lo si legge nella circolare del Miur sull’incriminato comma 16 de #Labuonascuola che, secondo alcuni, conterrebbe l’introduzione a scuola della teoria del Gender, che negherebbe l’esistenza delle differenze sessuali tra uomo e donna, sostenendo che sono solo delle costruzioni sociali.

Proprio oggi il ministro Giannini ha smentito vigorosamente questa interpretazione e, annunciando l’arrivo di questa circolare scolastica, ha precisato che il ministero si tutelerà anche legalmente da quella che ha definito una «truffa culturale».

Il Miur risponde alle perplessità suscitate dal comma 16 sull’attuazione all’interno del piano triennale dell’offerta formativa dei principi di pari opportunità, «promuovendo nelle scuole l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le altre discriminazioni» in ottemperanza al dettato costituzionale e a quanto previsto dal diritto europeo.

«La finalità del suddetto articolo – si legge nella circolare – non è dunque quella di promuovere pensieri o azioni ispirate a ideologia di qualsivoglia natura, ma quella di trasmettere la conoscenza e la consapevolezza riguardo i diritti e i doveri della persona costituzionalmente garantiti». «Nell’ambito delle competenza che gli alunni devono acquisire – prosegue il Miur – fondamentale aspetto riveste l’educazione alla lotta a ogni tipo di discriminazione e la promozione ad ogni livello del rispetto della persona e delle differenze senza alcuna discriminazione. Si ribadisce quindi, che tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo ne’ le ideologie gender ne’ l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo».

Quanto alla prevenzione della violenza sessuale e di genere, il Miur sottolinea che «il personale scolastico, cui è affidato il compito di educare i nostri ragazzi su queste delicate tematiche, deve essere debitamente formato e aggiornato». «Il Miur – si legge poi nella circolare – intende supportare e sostenere attivamente i tanti studenti, docenti e dirigenti scolastici impegnati nel difficile lavoro quotidiano, affrontando le problematiche relative a tutte le forme di discriminazione e contrastando ogni forma di violenza e aggressione contro la dignità della persona. In tale ambito, alle scuole spetta il compito – nelle forme e modalità che riterranno più opportune ed efficaci e che individueranno, sulla basse dell’autonomia didattica e gestionale loro attribuita – di predisporre azioni nel rispetto di linee di indirizzo generale che saranno appositamente divulgate dal Miur».

Queste linee di indirizzo saranno elaborate con il contributo di rappresentanti di associazioni ed esperti riuniti in un tavolo di lavoro che sarà istituito presso il MIur e «saranno utili a monitorare e supportare le scuole nelle azioni previste al comma 16 della legge 107, anche verificando l’attuazione del piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere, esclusivamente per la parte di competenza dell’istruzione».

Fondamentale, conclude il Miur, il compito affidato ai genitori «di partecipare e contribuire insieme alla scuola al percorso educativo e formativo dei propri figli», anche approfondendo in anticipo i contenuti del piano dell’offerta dormativa della scuola. «Questa opportunità – conclude il Miur – offerta ai genitori, consentira’ di scegliere la scuola dei propri figli dopo avere valutato attentamente e analizzato le attività didattiche, i progetti e le tematiche che i docenti affronteranno durante l’anno che, in ogni caso, dovranno risultare coerenti con i programmi previsti dall’attuale ordinamento scolastico e con le linee di indirizzo emanate dal Miur».

Che questo sia sufficiente a quanti avevano dei dubbi. Chi, invece, vuole continuare nella caccia alle strega, si convincerà solo con il tempo!