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Nemat Sharif, da sconosciuta a donna più potente della City londinese

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La candida, leale e superba leader Minouche ha definitivamente disintegrato il soffitto di cristallo della Bank of England. Gli aggettivi che la definiscono sono di Christine Lagarde, che ha così commentato la notizia della nomina di Nemat Shafik (alias Minouche) alla carica di vice governatore della BoE. L'economista, di nascita egiziana ma di nazionalità englese e americana, supervisionerà il settore bancario e il mercato britannico in una nuova posizione creata all'interno della banca centrale inglese e siederà nel monetary policy commitee. Una mossa quella del governatore Mark Carney e del cancelliere George Osborne, che rende assolutamente concreto il loro impegno nel voler inserire un maggior numero di donne ai livelli più alti della BoE.

 

Delle sue doti avrà certamente bisogno la neo vicegovernatrice (classe 1962, la più giovane ai vertici della BoE) , che sarà impegnata a ricostruire la reputazione della Bank of England rimasta invischiata nello scandalo sulle manipolazioni dei cambi valutari (nel mercato del Forex), che da mesi si trascina e ha coinvolto un numero imprecisato di trader di grandi banche commerciali. Sulla questione stanno indagando le autorità degli Stati Uniti e di altri paesi europei e asiatici. Nei giorni scorsi lo stesso Carney aveva affermato che è grave almeno quanto lo scandalo sulle manipolazioni dei tassi interbancari (Libor e Euribor), "se non di più". La BoE ha già avviato un'indagine interna, puntualizzando che finora dagli accertamenti eseguiti non sono emerse prove di malversazioni da parte di componenti del suo personale.

Shafik è stata vice direttore del Fondo Monetario Internazionale dall'aprile del 2011 e in precedenza Segretario Permanente del Dipartimento britannico per lo Sviluppo Internazionale (DFID). In passato, ha ricoperto diversi ruoli all’interno della Banca Mondiale occupandosi di questioni macroeconomiche e riforme strutturali in Medio Oriente e Nord Africa, su temi legati all’ambiente. Si è inoltre occupata di questioni economiche internazionali, dopo gli studi fra Stati Uniti, Egitto e Gran Bretagna (parla correntemente inglese, francese e arabo).Fra le altre cariche Shafik è stata anche membro di diversi board, incluso il cda di Middle East Advisory Group e dell'Economic Research Forum for Arab World, Iran and Turkey. Il suo ruolo era riconosciuto a livello internazionale. Il prossimo aprile è prevista nella due giorni organizzata da Workshop Ambrosetti sui mercati finanziari. Una delle tre donne invitate come speaker insieme all'economista Lucrezia Reichlin e alla giornalista Alessandra Galloni. Nel 2009 è stata nominata "Woman of the Year" dal Global Leadership and Global Diversity.

La dimostrazione che le donne competenti e preparate, quando si cercano, si trovano. E che se c'è la volontà e la meritocrazia nelle scelte, le quote forse non sono poi così necessarie.

P.s. Per i curiosi…sì ha figli, due, e anche tre figli da parte del marito.